lunedì 11 aprile 2011

CALLE BUCAREST 187, SANTIAGO DEL CILE di Patricia Verdugo



“ Con la convinzione, maturata attraverso una vita tormentata e combattuta, che ricordare è un atto sacro. Ed anche un atto sovversivo.”

“ C’era solo un dettaglio nel mio comportamento che rivelava il trauma subito: mangiare terra. Avevo bisogno di sentire il sapore della terra in bocca, farla scricchiolare tra i denti.
Non lo confessai nemmeno alla mia migliore amica. Trovai una soluzione per saziare la mia fame di terra senza attirare attenzione: cercavo di camminare sulla terra, nelle aiuole e ai bordi dei marciapiedi e lasciavo cadere le chiavi dell’auto. Nel raccoglierle ne premevo una sulla terra e poi disinvoltamente me la portavo alla bocca. Perfezionai il sistema in modo da raccogliere, ogni volta, più terra sulla punta della chiave.”

MAONOMICS di Loretta Napoleoni



“ Introduzione – A vent'anni dalla fine della Guerra fredda, le democrazie occidentali faticano ad arginare la prima vera crisi economica della globalizzazione. La Cina comunista, al contrario, non solo ne contiene l'impatto, ma sfrutta la contrazione della domanda estera per avviare riforme sociali ed economiche rivoluzionarie. Tra queste: maggiori garanzie per i lavoratori e un nuovo sistema monetario internazionale, possibilmente ancorato alla moneta nazionale.
Il nord della bussola della stabilità economica si sta inesorabilmente spostando in Cina grazie a una serie di cataclismi economici che ridisegnano l'assetto macroeconomico del pianeta. L'ultimo, la crisi del credito e la recessione, ha catapultato Pechino tra le nazioni più potenti al mondo. Nessuno oggi può negare che il New Deal cinese sia stato l'ancora di salvezza della recessione e abbia evitato che queste degenerasse in una nuova Grande depressione. E molti sono convinti che i cambiamenti in atto finiranno per spodestare il primato economico statunitense.
Le metamorfosi cinesi non sono però circoscritte all'economia. La crescita del PIL va a braccetto con riforme sociali e politiche impensabili ai tempi del maoismo, una strana coppia in un paese ancora comunista. Dalla difesa dei diritti umani al potenziamento dell'energia rinnovabile, fino al rispetto delle regole del WTO e all'esperimento della democrazia partecipativa, questa nazione è impegnata nella creazione di un nuovo modello di società. E sebbene per ora la democrazia di stampo occidentale non rientri tra i traguardi che si prefigge, è pur vero che da almeno un decennio ha preso definitivamente le distanze dal totalitarismo post-bellico e guarda solo al futuro. Possiamo parlare di capi-comunismo? Potrebbe essere proprio questo il modello del Ventunesimo secolo.
Chi visita città come Shangai o Pechino ha infatti un'anteprima delle metropoli del domani. Il loro dinamismo è una droga che intossica tutti, specialmente gli stranieri. […] Chi vive in Cina da tempo ne è cosciente, sa di far parte del laboratorio del futuro, una fucina socio-economica, ma anche politica, dove si lavora giorno e notte per dar forma alla modernità.
Un'immagine totalmente diversa emanano le metropoli occidentali. Qui ancora non si riesce a uscire dal pantano del post-moderno. Un senso di decadenza impregna le istituzioni socio-economiche e la macchina politica è arrugginita dal tempo e dalle intemperie finanziarie. Siamo vecchi, si legge negli sguardi dei pendolari che ogni mattina salgono sui mezzi di trasporto sempre più pieni e sempre meno efficienti. Siamo vecchi, ci dicono i nostri giovani destinati al precariato o alla disoccupazione. Siamo vecchi e la ricchezza futura dell'Europa potrebbe ridursi al patrimonio storico e culturale del continente, trasformato nel più grande museo del mondo.
Anche l'economia è vecchia, e persino la nostra democrazia risente dell'età avanzata. I giovani occidentali che trovano occupazione percepiscono salari troppo bassi rispetto al costo della vita; le discriminazioni nei confronti degli immigrati, che svolgono i lavori più umili, sono all'ordine del giorno; ce la prendiamo con loro per gli errori commessi dalla nostra classe politica, un'élite che non rispecchia più la volontà della popolazione e lavora esclusivamente per rimanere al potere. E la stampa sembra impossibilitata a esercitare quella libertà che è costata tante lotte e tante vite umane.
Osservando con attenzione, è evidente che la genesi della senilità dell'Occidente è la stessa del rinascimento socio-economico cinese: la caduta del Muro di Berlino.
Ma allora chi ha vinto la Guerra fredda?"

“ Negli ultimi cinquant'anni la psicoanalisi ha criticato duramente la teoria freudiana. Nessuno si stende più su un lettino a ripercorrere i traumi e le fantasie sessuali infantili, se non nei film di Woody Allen. […] Mentre gli psicoanalisti hanno evitato, soprattutto grazie al contributo di Jung, di rimanere cristallizzati nella gabbia della teoria freudiana dell'inconscio, gli economisti sono tutt'ora ancorati ad Adam Smith.”

“ […] Lenin e Stalin invece sono due politici. Osservano la realtà che li circonda per plasmarla secondo uno schema ben preciso da loro elaborato: il comunismo in un solo Paese, la Russia. Così dipingono sul canovaccio di Marx il quadro del marxismo bolscevico. Neppure Lenin è un filosofo, e tutti sanno chi era Stalin, ecco perché riesce loro difficile concepire il mondo oltreconfine e la loro visione manca di universalità.
Mao non sa che farsene di questo modello. Sebbene la Cina come la Russia sia una nazione fondamentalmente agricola, i due popoli sono radicalmente diversi. Il leader cinese prende quindi dalla teoria marxista ciò di cui ha bisogno, l'elemento rivoluzionario, e cioè la dittatura del proletariato che diventa una realtà permanente. E rileggendo Marx a Pechino ci si accorge che l'autore aveva predetto che anche questa forma di governo sarebbe stata oppressiva, così come lo era quella borghese, per quanto a esercitare la tirannia questa volta siano le masse e non più le élite. Sebbene sia un passo avanti rispetto allo Stato capitalista, la dittatura del proletariato non è l'obiettivo finale.”

“ Aver rimosso il profitto dalle mani dei capitalisti non significa aver distrutto tutte le discriminazioni dell'economia capitalista. È vero che, man mano che la classe operaia s'impossessa di tutta la torta, e non riceve solo le briciole dal padrone, i salari diventano più equi. Manca però in questa fase un sistema di pari opportunità, la libertà di scelta che nel sistema neoliberista è l'anima dell'iniziativa privata.
L'interpretazione che Deng fa di Marx tiene conto del concetto di pari opportunità. Marx non ha mai parlato di abolire il profitto, ha però ventilato la possibilità che lo Stato scompaia una volta distrutte le disuguaglianze economiche che lo mantengono in vita.”

“ L'utopica società senza classi non ha bisogno di un partito che la guidi, tutto e tutti sono in armonia, un'immagine questa che incredibilmente combacia, come vedremo, con la visione di Confucio e con quella dell'imperatore Zhu Di. Com'è ovvio si tratta di una prospettiva irrealizzabile. Eppure è questa utopia che motiva Dung.
Il nuovo leader decide che l'evoluzione verso la società senza classi di Marx dovrà passare attraverso l'iniziativa privata, una scelta che reintroduce in Cina le disuguaglianze economiche. A prima vista la strada intrapresa sembra andare contro i principi del marxismo e all'interno del Partito l'opposizione è dura. Ma il nuovo leader rovescia l'equazione: la disuguaglianza nasce dalla mancanza d'opportunità. Se tutti cominciano la corsa dagli stessi blocchi di partenza qualcuno arriverà primo e qualcuno ultimo secondo le proprie capacità, questa non è disuguaglianza, sono pari opportunità. […] una volta garantite le pari opportunità, il ruolo dello Stato (cioè del Partito) quale garante degli interessi di tutti contro ogni abuso può infatti gradualmente diminuire e, chissà, forse anche sparire. Il potere può essere decentrato alle regioni, alle province, ai piccoli borghi. […] e infatti superata la fase rivoluzionaria della dittatura del proletariato, prende il via la decentralizzazione del potere.”

“ Paradossalmente il comunismo cinese naviga meglio nelle tumultuose acque della globalizzazione. L'Europa che un tempo era rossa può pensare di aver ottenuto la libertà, ma l'Asia è diventata ricca. E per la prima volta questo vantaggio pesa perché nel mondo post-Guerra fredda la supremazia non si basa più sulla potenza militare, ma su quella economica.”




AMATISSIMA di Tony Morrison



“ Teneva i polsi tra le ginocchia, non perché gli tremassero le mani, ma perché non sapeva a che cosa aggrapparsi.”

PER L’ALTO MARE APERTO di Eugenio Scalfari




“Credo di aver cominciato ad annoiarmi già nel ventre di mia madre.”

“ il suo male è stato quello della sua generazione, una malattia morale che ha segnato per una cinquantina d’anni trovando un fittizio sollievo negli ideali dell’infinito.”

“ Si racconta che un giorno la Rècamier, che aveva un suo salotto ben frequentato, gli preannunciò una domanda alla quale chiedeva che egli rispondesse con un si o con un no.
-          Va bene, - disse lui, - sentiamo la domanda. –
-          innalzereste un tempio ad uno degli dei olimpici, quello che secondo voi è più capace di suscitare venerazione, culto e sacrifici in suo onore? –
Chateaubriand non era uomo da rispondere con un monosillabo ad una domanda che nella sua apparente semplicità sollevava problemi molto complicati. Così, si racconta, cominciò la sua risposta delimitando la cerchia degli dei che sentiva in qualche modo vivere nel suo cuore: Eros, Apollo, Hermes, Dionisio, Atena, Maia.
-          Allora sei templi? – domandò la Rècamier.
-          No, mia cara, nessun tempio. La religione olimpica è morta come tante altre che l’hanno preceduta e non c’è forza al mondo che possa restaurarla. Anche gli dei muoiono insieme ai regni e alle civiltà che li hanno adorati. Ma forse un tempio segreto potrei aprirlo per uno di loro. –
-          Credo di indovinare. Lo aprireste per Eros- - Vi sbagliate. Eros ha un tale potere nelle nostre più intime fibre che sarebbe addirittura sacrilego venerarlo. Infatti non è mai esistito un tempio a lui consacrato né ha mai avuto un seggio nell’Olimpo. Eros viene prima di tutti, fa parte del mondo e di ciascuno di noi. –
-          Ma chi allora? –
-          Atena. È la dea dell’intelligenza e non appartiene a un popolo e ad una civiltà, ma a tutte.-
-          Dunque un tempio segreto nel vostro cuore per Atena dagli occhi cerulei, come la definiva il poeta dell’Odissea? –
-          Si mia cara, è così. L’intelligenza che viaggia nel mondo sempre in lotta con la stupidità. Un viaggio difficile, contrastato, un viaggio per spiriti liberi, fedeli ai loro ideali a costo della vita stessa. –
-          Sapete? – disse la Rècamier – state facendo il vostro ritratto. –
-          Si, - concluse lui – lo penso anch’io.-“

“ Chi pensa la verità non può essere sano: deve essere malato. Non malato nello spirito, malato psicologicamente,  malato fisiologicamente, deve avere una febbre, un dolore, la sofferenza di un qualche organo, d’una qualche regione del corpo.”

“ Si può presumere che uno “spirito libero” abbia avuto il suo evento decisivo in una grande separazione e che egli sia stato prima uno spirito tanto più legato e sia apparso tanto più incatenato per sempre alla sua colonna nel suo angolo. Cos’è che lega più saldamente? Quali lacci sono quasi impossibili da spezzare? Per quegli uomini di specie alta ed eletta saranno i doveri: quel rispetto che è proprio della gioventù, quella soggezione e delicatezza di fronte a tutto ciò che è degno e venerato dell’antichità, quella riconoscenza per il suolo sul quale crebbero, per la mano che li guidò, per il santuario dove impararono a pregare, i loro stessi più elevati moniti li legheranno nel modo più saldo, li obbligheranno nel modo più durevole.”

“ si tratta di affidare all’ io il compito di smantellare l’io senza tuttavia dimenticarsi di sé: la vita taglia nella propria carne; nel suo patire essa accresce il proprio sapere. Voi dello spirito conoscete solo le scintille, ma non avete occhi per l’incudine che è lo spirito e nemmeno la crudeltà del maglio.”

LA RAGAZZA DEL SECOLO SCORSO di R. Rossanda



“ Una perversa inclinazione a non stare al mondo come dio comanda.”

“ Gli operai non erano pittoreschi, erano classe operaia o niente, senza politica niente. Il borghese può avere un’esistenza prometeica, costruire oltre che accumulare, essere buono o cattivo, reazionario o paternalista. Un operaio che non fa politica è un aggeggio di serie, la vita scandita dai tempi altrui, i drammi ripetitivi.”

LA COTOGNA DI ISTAMBUL di P. Rumiz


“ Ascoltami, da pellegrino è bene che tu vada, lontano, fino alle porte dell'Ade; andare con calma e senza paura, a piedi fino al luogo di Euridice. Vai verso Zora, le terre dell'alba, senza mappa, con le costellazioni … arrenditi alla strada e pensa sempre che non sei tu che devi fare il viaggio, ma è il viaggio che costruisce te.”

“ Una vittoria della competenza sull'ansia moderna da prestazione.”

venerdì 8 aprile 2011

CANDIDO di Voltaire


“ Sono invecchiata nella miseria e nell’obbrobrio, con solo mezzo sedere, ricordandomi sempre di essere figlia di un papa; volli uccidermi cento volte, ma amavo ancora la vita. Questa ridicola debolezza è forse una delle nostre inclinazioni più funeste: c’è qualcosa di più sciocco del voler portare continuamente un fardello che vorremmo sempre gettare a terra? Di avere orrore della propria esistenza e di tenersi aggrappati alla propria esistenza? Insomma, di accarezzare il serpente che ci divora finchè ci abbia mangiato il cuore?”