lunedì 11 aprile 2011

CALLE BUCAREST 187, SANTIAGO DEL CILE di Patricia Verdugo



“ Con la convinzione, maturata attraverso una vita tormentata e combattuta, che ricordare è un atto sacro. Ed anche un atto sovversivo.”

“ C’era solo un dettaglio nel mio comportamento che rivelava il trauma subito: mangiare terra. Avevo bisogno di sentire il sapore della terra in bocca, farla scricchiolare tra i denti.
Non lo confessai nemmeno alla mia migliore amica. Trovai una soluzione per saziare la mia fame di terra senza attirare attenzione: cercavo di camminare sulla terra, nelle aiuole e ai bordi dei marciapiedi e lasciavo cadere le chiavi dell’auto. Nel raccoglierle ne premevo una sulla terra e poi disinvoltamente me la portavo alla bocca. Perfezionai il sistema in modo da raccogliere, ogni volta, più terra sulla punta della chiave.”

MAONOMICS di Loretta Napoleoni



“ Introduzione – A vent'anni dalla fine della Guerra fredda, le democrazie occidentali faticano ad arginare la prima vera crisi economica della globalizzazione. La Cina comunista, al contrario, non solo ne contiene l'impatto, ma sfrutta la contrazione della domanda estera per avviare riforme sociali ed economiche rivoluzionarie. Tra queste: maggiori garanzie per i lavoratori e un nuovo sistema monetario internazionale, possibilmente ancorato alla moneta nazionale.
Il nord della bussola della stabilità economica si sta inesorabilmente spostando in Cina grazie a una serie di cataclismi economici che ridisegnano l'assetto macroeconomico del pianeta. L'ultimo, la crisi del credito e la recessione, ha catapultato Pechino tra le nazioni più potenti al mondo. Nessuno oggi può negare che il New Deal cinese sia stato l'ancora di salvezza della recessione e abbia evitato che queste degenerasse in una nuova Grande depressione. E molti sono convinti che i cambiamenti in atto finiranno per spodestare il primato economico statunitense.
Le metamorfosi cinesi non sono però circoscritte all'economia. La crescita del PIL va a braccetto con riforme sociali e politiche impensabili ai tempi del maoismo, una strana coppia in un paese ancora comunista. Dalla difesa dei diritti umani al potenziamento dell'energia rinnovabile, fino al rispetto delle regole del WTO e all'esperimento della democrazia partecipativa, questa nazione è impegnata nella creazione di un nuovo modello di società. E sebbene per ora la democrazia di stampo occidentale non rientri tra i traguardi che si prefigge, è pur vero che da almeno un decennio ha preso definitivamente le distanze dal totalitarismo post-bellico e guarda solo al futuro. Possiamo parlare di capi-comunismo? Potrebbe essere proprio questo il modello del Ventunesimo secolo.
Chi visita città come Shangai o Pechino ha infatti un'anteprima delle metropoli del domani. Il loro dinamismo è una droga che intossica tutti, specialmente gli stranieri. […] Chi vive in Cina da tempo ne è cosciente, sa di far parte del laboratorio del futuro, una fucina socio-economica, ma anche politica, dove si lavora giorno e notte per dar forma alla modernità.
Un'immagine totalmente diversa emanano le metropoli occidentali. Qui ancora non si riesce a uscire dal pantano del post-moderno. Un senso di decadenza impregna le istituzioni socio-economiche e la macchina politica è arrugginita dal tempo e dalle intemperie finanziarie. Siamo vecchi, si legge negli sguardi dei pendolari che ogni mattina salgono sui mezzi di trasporto sempre più pieni e sempre meno efficienti. Siamo vecchi, ci dicono i nostri giovani destinati al precariato o alla disoccupazione. Siamo vecchi e la ricchezza futura dell'Europa potrebbe ridursi al patrimonio storico e culturale del continente, trasformato nel più grande museo del mondo.
Anche l'economia è vecchia, e persino la nostra democrazia risente dell'età avanzata. I giovani occidentali che trovano occupazione percepiscono salari troppo bassi rispetto al costo della vita; le discriminazioni nei confronti degli immigrati, che svolgono i lavori più umili, sono all'ordine del giorno; ce la prendiamo con loro per gli errori commessi dalla nostra classe politica, un'élite che non rispecchia più la volontà della popolazione e lavora esclusivamente per rimanere al potere. E la stampa sembra impossibilitata a esercitare quella libertà che è costata tante lotte e tante vite umane.
Osservando con attenzione, è evidente che la genesi della senilità dell'Occidente è la stessa del rinascimento socio-economico cinese: la caduta del Muro di Berlino.
Ma allora chi ha vinto la Guerra fredda?"

“ Negli ultimi cinquant'anni la psicoanalisi ha criticato duramente la teoria freudiana. Nessuno si stende più su un lettino a ripercorrere i traumi e le fantasie sessuali infantili, se non nei film di Woody Allen. […] Mentre gli psicoanalisti hanno evitato, soprattutto grazie al contributo di Jung, di rimanere cristallizzati nella gabbia della teoria freudiana dell'inconscio, gli economisti sono tutt'ora ancorati ad Adam Smith.”

“ […] Lenin e Stalin invece sono due politici. Osservano la realtà che li circonda per plasmarla secondo uno schema ben preciso da loro elaborato: il comunismo in un solo Paese, la Russia. Così dipingono sul canovaccio di Marx il quadro del marxismo bolscevico. Neppure Lenin è un filosofo, e tutti sanno chi era Stalin, ecco perché riesce loro difficile concepire il mondo oltreconfine e la loro visione manca di universalità.
Mao non sa che farsene di questo modello. Sebbene la Cina come la Russia sia una nazione fondamentalmente agricola, i due popoli sono radicalmente diversi. Il leader cinese prende quindi dalla teoria marxista ciò di cui ha bisogno, l'elemento rivoluzionario, e cioè la dittatura del proletariato che diventa una realtà permanente. E rileggendo Marx a Pechino ci si accorge che l'autore aveva predetto che anche questa forma di governo sarebbe stata oppressiva, così come lo era quella borghese, per quanto a esercitare la tirannia questa volta siano le masse e non più le élite. Sebbene sia un passo avanti rispetto allo Stato capitalista, la dittatura del proletariato non è l'obiettivo finale.”

“ Aver rimosso il profitto dalle mani dei capitalisti non significa aver distrutto tutte le discriminazioni dell'economia capitalista. È vero che, man mano che la classe operaia s'impossessa di tutta la torta, e non riceve solo le briciole dal padrone, i salari diventano più equi. Manca però in questa fase un sistema di pari opportunità, la libertà di scelta che nel sistema neoliberista è l'anima dell'iniziativa privata.
L'interpretazione che Deng fa di Marx tiene conto del concetto di pari opportunità. Marx non ha mai parlato di abolire il profitto, ha però ventilato la possibilità che lo Stato scompaia una volta distrutte le disuguaglianze economiche che lo mantengono in vita.”

“ L'utopica società senza classi non ha bisogno di un partito che la guidi, tutto e tutti sono in armonia, un'immagine questa che incredibilmente combacia, come vedremo, con la visione di Confucio e con quella dell'imperatore Zhu Di. Com'è ovvio si tratta di una prospettiva irrealizzabile. Eppure è questa utopia che motiva Dung.
Il nuovo leader decide che l'evoluzione verso la società senza classi di Marx dovrà passare attraverso l'iniziativa privata, una scelta che reintroduce in Cina le disuguaglianze economiche. A prima vista la strada intrapresa sembra andare contro i principi del marxismo e all'interno del Partito l'opposizione è dura. Ma il nuovo leader rovescia l'equazione: la disuguaglianza nasce dalla mancanza d'opportunità. Se tutti cominciano la corsa dagli stessi blocchi di partenza qualcuno arriverà primo e qualcuno ultimo secondo le proprie capacità, questa non è disuguaglianza, sono pari opportunità. […] una volta garantite le pari opportunità, il ruolo dello Stato (cioè del Partito) quale garante degli interessi di tutti contro ogni abuso può infatti gradualmente diminuire e, chissà, forse anche sparire. Il potere può essere decentrato alle regioni, alle province, ai piccoli borghi. […] e infatti superata la fase rivoluzionaria della dittatura del proletariato, prende il via la decentralizzazione del potere.”

“ Paradossalmente il comunismo cinese naviga meglio nelle tumultuose acque della globalizzazione. L'Europa che un tempo era rossa può pensare di aver ottenuto la libertà, ma l'Asia è diventata ricca. E per la prima volta questo vantaggio pesa perché nel mondo post-Guerra fredda la supremazia non si basa più sulla potenza militare, ma su quella economica.”




AMATISSIMA di Tony Morrison



“ Teneva i polsi tra le ginocchia, non perché gli tremassero le mani, ma perché non sapeva a che cosa aggrapparsi.”

PER L’ALTO MARE APERTO di Eugenio Scalfari




“Credo di aver cominciato ad annoiarmi già nel ventre di mia madre.”

“ il suo male è stato quello della sua generazione, una malattia morale che ha segnato per una cinquantina d’anni trovando un fittizio sollievo negli ideali dell’infinito.”

“ Si racconta che un giorno la Rècamier, che aveva un suo salotto ben frequentato, gli preannunciò una domanda alla quale chiedeva che egli rispondesse con un si o con un no.
-          Va bene, - disse lui, - sentiamo la domanda. –
-          innalzereste un tempio ad uno degli dei olimpici, quello che secondo voi è più capace di suscitare venerazione, culto e sacrifici in suo onore? –
Chateaubriand non era uomo da rispondere con un monosillabo ad una domanda che nella sua apparente semplicità sollevava problemi molto complicati. Così, si racconta, cominciò la sua risposta delimitando la cerchia degli dei che sentiva in qualche modo vivere nel suo cuore: Eros, Apollo, Hermes, Dionisio, Atena, Maia.
-          Allora sei templi? – domandò la Rècamier.
-          No, mia cara, nessun tempio. La religione olimpica è morta come tante altre che l’hanno preceduta e non c’è forza al mondo che possa restaurarla. Anche gli dei muoiono insieme ai regni e alle civiltà che li hanno adorati. Ma forse un tempio segreto potrei aprirlo per uno di loro. –
-          Credo di indovinare. Lo aprireste per Eros- - Vi sbagliate. Eros ha un tale potere nelle nostre più intime fibre che sarebbe addirittura sacrilego venerarlo. Infatti non è mai esistito un tempio a lui consacrato né ha mai avuto un seggio nell’Olimpo. Eros viene prima di tutti, fa parte del mondo e di ciascuno di noi. –
-          Ma chi allora? –
-          Atena. È la dea dell’intelligenza e non appartiene a un popolo e ad una civiltà, ma a tutte.-
-          Dunque un tempio segreto nel vostro cuore per Atena dagli occhi cerulei, come la definiva il poeta dell’Odissea? –
-          Si mia cara, è così. L’intelligenza che viaggia nel mondo sempre in lotta con la stupidità. Un viaggio difficile, contrastato, un viaggio per spiriti liberi, fedeli ai loro ideali a costo della vita stessa. –
-          Sapete? – disse la Rècamier – state facendo il vostro ritratto. –
-          Si, - concluse lui – lo penso anch’io.-“

“ Chi pensa la verità non può essere sano: deve essere malato. Non malato nello spirito, malato psicologicamente,  malato fisiologicamente, deve avere una febbre, un dolore, la sofferenza di un qualche organo, d’una qualche regione del corpo.”

“ Si può presumere che uno “spirito libero” abbia avuto il suo evento decisivo in una grande separazione e che egli sia stato prima uno spirito tanto più legato e sia apparso tanto più incatenato per sempre alla sua colonna nel suo angolo. Cos’è che lega più saldamente? Quali lacci sono quasi impossibili da spezzare? Per quegli uomini di specie alta ed eletta saranno i doveri: quel rispetto che è proprio della gioventù, quella soggezione e delicatezza di fronte a tutto ciò che è degno e venerato dell’antichità, quella riconoscenza per il suolo sul quale crebbero, per la mano che li guidò, per il santuario dove impararono a pregare, i loro stessi più elevati moniti li legheranno nel modo più saldo, li obbligheranno nel modo più durevole.”

“ si tratta di affidare all’ io il compito di smantellare l’io senza tuttavia dimenticarsi di sé: la vita taglia nella propria carne; nel suo patire essa accresce il proprio sapere. Voi dello spirito conoscete solo le scintille, ma non avete occhi per l’incudine che è lo spirito e nemmeno la crudeltà del maglio.”

LA RAGAZZA DEL SECOLO SCORSO di R. Rossanda



“ Una perversa inclinazione a non stare al mondo come dio comanda.”

“ Gli operai non erano pittoreschi, erano classe operaia o niente, senza politica niente. Il borghese può avere un’esistenza prometeica, costruire oltre che accumulare, essere buono o cattivo, reazionario o paternalista. Un operaio che non fa politica è un aggeggio di serie, la vita scandita dai tempi altrui, i drammi ripetitivi.”

LA COTOGNA DI ISTAMBUL di P. Rumiz


“ Ascoltami, da pellegrino è bene che tu vada, lontano, fino alle porte dell'Ade; andare con calma e senza paura, a piedi fino al luogo di Euridice. Vai verso Zora, le terre dell'alba, senza mappa, con le costellazioni … arrenditi alla strada e pensa sempre che non sei tu che devi fare il viaggio, ma è il viaggio che costruisce te.”

“ Una vittoria della competenza sull'ansia moderna da prestazione.”

venerdì 8 aprile 2011

CANDIDO di Voltaire


“ Sono invecchiata nella miseria e nell’obbrobrio, con solo mezzo sedere, ricordandomi sempre di essere figlia di un papa; volli uccidermi cento volte, ma amavo ancora la vita. Questa ridicola debolezza è forse una delle nostre inclinazioni più funeste: c’è qualcosa di più sciocco del voler portare continuamente un fardello che vorremmo sempre gettare a terra? Di avere orrore della propria esistenza e di tenersi aggrappati alla propria esistenza? Insomma, di accarezzare il serpente che ci divora finchè ci abbia mangiato il cuore?”

IN NESSUN MODO ANCORA di Samuel Beckett

“ Ma col viso una buona volta rialzato ti affiancherai invano sulla tua favola. Fino a che alla fine tu non senza come stiano cominciando a finire le parole… e quanto meglio a conti fatti la fatica persa e il silenzio.. e tu come sei sempre stato..solo.”

“ La subitaneità del tutto! Lei rigida senza l’arrestarsi. In marcia senza il mettersi in moto. In andata senza l’andarsene. Senza il tornare tornata.. e niente l’ha mossa.”

“ M fino a ora come segue. Sul dorso in un luogo buio dalla forma e dalle dimensioni ancora da escogitare. Sentendo a intermittenza una voce di cui non è certo se rivolta a lui o a un altro che condivida la sua situazione. Nulla essendoci che dimostri quando essa gli descrive correttamente la sua situazione che tale descrizione non sia a beneficio di un altro nella stessa situazione. Vago turbamento al vago pensiero di origliare magari una confidenza quando per esempio sente, Tu sei sul dorso del buio. Dubbi gradualmente dissolti nella misura in cui la voce piuttosto che disperdersi qua e là si stringe a lui. Quando essa smette nessun altro suono se non il respiro. Quando smette abbastanza a lungo vaga speranza che sia giunta allo stremo.
Attività mentale di basso livello. Rari guizzi di intelligenza di nessuna utilità. Speranza e disperazione e roba simile a mala pena percepite. Nessuna chiarezza su come si determinò l’attuale situazione. Nessun allora a là da comparare all’ora e qua. Solo le palpebre si muovono. Quando come sollievo al buio eterno e interno rispettivamente si chiudono e si aprono. Possibile non disperare di altri piccoli movimenti locali nei limiti comunque della moderazione. Ma finora nessun miglioramento ottenuto con mezzucci del genere. Né su un livello più elevato con qualche contributo della compagnia tipo un prolungato  modo di tristezza o desiderio o rimorso o curiosità o rabbia e via così. Né con qualche atto di intellezione coronato dal successo quale sarebbe per lui riferendosi a se stesso pensare di sé, dal momento che non è in grado di pensare la smetterà di tentare.
Resta qualcosa da aggiungere a questo schizzo?
La sua innominabilità.”

LE BUGIE DI ISOTTA di Fumagalli Beonio Brocchieri


“ A chiarire definitivamente che non si può chiamare peccato il desiderio di fare ciò che è lecito, ma piuttosto il consenso a tale desiderio. […] se il piacere del desiderato o realizzato fosse peccato, lo sarebbe sempre, per la regola della definizione: peccherebbero i coniugi come gli amanti clandestini, peccherebbe chi mangia con gusto i frutti del proprio giardino […] Dio stesso, creatore dei cibi e dei corpi, non sarebbe immune da colpe se avesse posto in noi quel piacere che costringerebbe gli uomini a peccare […] come si può pensare che Dio abbia creato quei frutti affinché noi li mangiamo, che in noi stessi abbia posto il desiderio e quindi la fame se non ci fosse possibile mangiarli senza commettere peccato? […] Si può far peccato mediante qualcosa che ci è concessa da Dio?”

“ Chiunque ama la propria carica deve mantenere un comportamento quanto mai umile, poiché chi si allontana dall’umiltà appesantito dall’orgoglio, decade dalla sua dignità […] i sovrani cadono per la loro superbia.”

“ Come l’anima ha il dominio sul corpo così quello che Plutarco chiama ministri della religione hanno la guida dell’intero corpo statale: Augusto era tanto sottomesso al potere dei sacri pontefici che volendo sottrarvisi si fece nominare lui stesso pontefice massimo.”

“ […] la moderazione è la struttura formale della virtù. Giovanni si spinge a notare che “ogni esagerato entusiasmo è nemico della salute (dell’anima) e ogni eccesso conduce al peccato” : non vi è nulla di peggio che una spropositata pratica delle buone opere.”

“ in un ambito maggiore, lo Stato, ci sarà forse più giustizia che nell’individuo e la si vedrà più facilmente.”

“ Da qui si passa ad un’altra valenza della metafora: ognuno sulla scena del mondo si sdoppi e “dimentico di sé recita la parte di un altro” e ancora più innanzi “è attore e spettatore insieme”. Ecco un’altra drammatica conseguenza: l’uomo non sa più ritornare alla realtà quando è necessario.”

“ Nettare e ambrosia si devono chiedere agli dei: il divino nutrimento non si trova fra gli uomini.”

“ C’è, invece, nello svolgersi degli infiniti mondi una fluidità, un cambiare di tono, come in una recita da sera a sera. La volontà (iniziale?) del singolo, introduce in qualche modo una direzione alla sequenza, proprio come al teatro l’attore nella recita della sera dopo la prima può variare il suo stile da lacrimoso a tragico, da patetico a drammatico, e imprimere così a tutta l’azione sul palcoscenico una serie di piccoli cambiamenti che possono diventare alla fine un grande mutamento, scatenando una valanga con variazioni inizialmente impercettibili.”

“ La nostra filosofia sembra aver privilegiato, di fronte al problema della comprensione del mondo, uno dei corni possibili dell’alternativa, la leggibilità e quindi la giustificazione delle leggi di questo mondo, più che l’immaginazione di un altro mondo e di un altro ordine.”








MEDEA di Christa Wolf


“ Giasone, io ti mangio il cuore.”

“ Non in Acamante. È un uomo singolarmente fatto di parti diseguali. Vive nascosto dentro costruzioni mentali minuziosamente edificate, che considerano la realtà, ma non hanno altro scopo che sostenergli la coscienza di sé facile a vacillare. Non sopporta contrasti, con arroganza riversa sarcarsmo sia di nascosto che apertamente sugli spiriti gretti, vale a dire su chiunque, visto che vuole affermare la sua superiorità su tutti. Mi ricordo del momento in cui mi diventò chiaro che ha scarsa conoscenza degli esseri umani e perciò è costretto a vivere in un castello di assiomi che a nessuno è dato mettere in discussione, altrimenti si sente insopportabilmente minacciato.” (Agameda)

“ Solo adesso mi ritorna in mente, pregai Circe di poter restare da lei, da lei e dalle donne. Nell'arco di un batter di ciglia vissi una vita al suo fianco, su quell'isola, sotto quella luce divina. Navi andavano e venivano, uomini andavano e venivano, consolati, curati o meno. Circe pensò la stessa cosa nello stesso momento. Poi disse che non potevo restare. Che ero una di quelle persone che vivono in mezzo a gente di questo genere, una di quelle che dovevano sperimentare in cosa noi siamo davvero in comunanza con loro, e che non dovevano tentare di togliere loro la paura di se stessi, la paura che li rendeva così selvaggi e pericolosi. E fosse pure soltanto a quell'unico uomo, Giasone.” (Medea)

“ Ecco che tornano a spuntare le mie costellazioni. Come odio questa monotona ripetizione. Come mi ripugna. Non posso dirlo a nessuno e d'altra parte non c'è più nessuno che voglia sentirselo dire. Starsene seduto qui da solo a bere vino e osservare il corso delle stelle. Ed essere costretto ancora e ancora, a udire le voci che mi tormentano. Non sapevo che cosa è capace di sopportare un essere umano. Ora me ne sto qui seduto e sono costretto a dirmi che proprio su questa sinistra capacità si fonda la stabilità del genere umano. Quando me lo dicevo in passato, erano parole di uno spettatore, perché si è solo spettatori, fino a quando qualcuno non ci è così vicino da spezzarci il cuore con la sua disgrazia.”  (Leuco)

ESODO E RIVOLUZIONE di Michael Walzer


“ La rivoluzione che quivi troverà non già la sua fine, bensì il suo inizio di organizzazione, non sarà una rivoluzione di breve respiro. L'attuale generazione assomiglia agli ebrei che Mosè condusse attraverso il deserto. Non solo deve conquistare un nuovo mondo: deve perire per far posto agli uomini nati per un nuovo mondo.”

“ Noi crediamo ancora, o almeno molti di noi credono, in quello che l'Esodo voleva insegnare, o in quello che si è comunemente pensato che volesse insegnare, sul significato e la possibilità della politica e sulle sue giuste forme:
-        primo, che, ovunque si viva, probabilmente si vive in Egitto;
-        secondo, che esiste un posto migliore, un mondo più attraente, una terra promessa;
-        terzo, che “la strada che porta alla terra promessa attraversa il deserto”. L'unico modo di raggiungerla è unirsi e marciare insieme.”

IL QUADERNO di José Saramago


“Un tempo, al mendicante cui si era appena negata l'elemosina si raccomandava ipocritamente di “avere pazienza”. Credo che, nella pratica, consigliare a qualcuno di avere speranza non è poi così diverso dal consigliargli di avere pazienza.
È normale sentire dire da politici appena eletti che l'impazienza è controrivoluzionaria. Forse lo sarà, ma io sono incline a pensare che, al contrario, molte rivoluzioni si sono perse per eccesso di pazienza. Ovviamente, non ho nulla di personale contro la speranza, ma preferisco l'impazienza. È ormai tempo che essa si noti nel mondo perché qualcosa apprendano coloro che preferiscono che ci nutriamo di speranze.”

“ Fortunatamente ci sono parole per tutto. Fortunatamente ne esistono alcune che non dimenticano di raccomandarci che chi dà deve dare con entrambe le mani perché in nessuna delle due rimanga quel che dovrebbe appartenere ad altre. Come la bontà non ha da vergognarsi di essere bontà, anche la giustizia non dovrà dimenticare di essere, innanzitutto, restituzione, restituzione di diritti. Tutti, a cominciare dal diritto elementare di vivere degnamente.
Se mi dicessero di disporre in ordine di precedenza la carità, la giustizia e la bontà, metterei al primo posto la bontà, al secondo la giustizia e al terzo la carità. Perché la bontà, da sola, già dispensa la giustizia e la carità, perché la giustizia giusta già contiene in sé sufficiente carità.
La carità è ciò che resta quando non c'è bontà né giustizia.”


RITORNO DALL'URSS di André Gide


“ [..] così può, credo sia un errore aspettarsi e sperare che soltanto dalle circostanze sociali differenti possa venire un mutamento profondo della natura umana. È importante, intendiamoci, è già sufficiente che questo mutamento esse lo consentano; ed è molto. Ma non potranno mai esserne l'origine. Perché niente si ha qui di meccanico, e in mancanza di una riforma interiore dell'individuo vediamo riformarsi la società borghese, il “vecchio uomo” ricomparire e prosperare di nuovo.
Fin tanto che l'uomo è represso e la violenza delle iniquità sociali lo tiene prostrato, si è in diritto di sperare cose grandi dalla forza inesplosa che gli porta in sé. Proprio come ci si aspetta spesso meraviglie dai bambini i quali, poi, diverranno degli adulti comuni. Si ha spesso questa illusione: che il popolo sia composto di uomini migliori del resto dell'umanità menzognera. Io credo semplicemente che esso sia meno viziato, ma che il denaro lo guasterebbe al pari degli altri uomini. E si guardi che cosa accade in URSS: questa nuova borghesia che si viene formando ha tutti i difetti della nostra. È appena uscita dalla miseria e già disprezza i miseri. Avida di tutti i beni di cui è stata a lungo privata, sa come bisogna procedere per acquisirli e conservarli. - Sono proprio questi gli uomini che hanno fatto la Rivoluzione? No, questi sono quelli che ne approfittano - , scrivevo nel “Ritorno dall'Urss”. Hanno un bell'essere iscritti al partito; essi non hanno più nel cuore niente di comunista.”


YOSSL RAKOVER SI RIVOLGE A DIO di Zui Kolitz



“ Solo l'uomo che ha riconosciuto il Dio velato può pretenderne lo svelamento.”

“ Ma Giacobbe aveva lasciato il campo benedetto e ferito. E lui che benedizione ebbe?
Che benedizione chiede? E che ferita? Le dirò in che cosa consiste la benedizione e in che cosa la ferita: la ferita è la benedizione! Io sono un uomo molto felice – volge il capo altrove e inspira aria dal naso. - Non voglio fare del dolore un culto. E tuttavia: la felicità priva di sofferenza è una meldizione! Aspetti! - scatta in piedi e va alla libreria – voglio leggerle un passo del “Viaggio al Sinai” di Katsansakis – si mette gli occhiali  e sfoglia avanti e indietro – ascolti: “ Ricordi come Jahvè parla all'uomo? Come le montagne e gli uomini si sbriciolano nella sua mano, come i regni spariscono sotto il suo piede? L'uomo urla, piange, mendica, si nasconde nelle grotte, si rannicchia nei fossati, fa di tutto per sfuggirgli, ma Jahvè è piantato come un pugnale nel suo cuore” - apre la mano sottile – Questa è la ferita esistenziale di cui parla Heidegger, e che gli ebrei, si può ben dire, conoscono molto più di qualunque altro popolo al mondo: la ferita dell'esistenza. Io non ho perso ad Auschwitz nessuno di coloro che conoscevo, eppure non passa giorno che io non pensi ad Auschwitz. Non riesco a non sentire su di me qualsiasi tragedia, ovunque essa accada. Ciò che avviene in Bosnia o altrove mi tocca personalmente. Questa è una ferita. - “

“ Dio che nasconde il volto: non è un'astrazione da teologo e neppure un'immagine poetica. Rappresenta l'ora in cui il giusto non trova alcuna risposta esterna, in cui nessuna istituzione lo protegge, in cui vien meno anche la consolazione della presenza divina nel sentimento religioso infantile, in cui l'individuo non può trionfare se non nella propria coscienza, vale a dire necessariamente nella sofferenza.”


LA BREVE ESTATE DELL'ANARCHIA di Hans Magnus Enzensberger

“ La morte in quel Paese è piuttosto un buon amico, un compagno, un lavoratore con cui si è stati nello stesso ufficio, nello stesso reparto o nello stesso campo. Quando viene, non si fanno storie; si amano i propri amici, ma non si importunano, si lascia che vadano e vengano come loro conviene.”

“ Insomma, dove col pensiero non arrivava Ascaso ci arrivava Durruti, per trovarsi pari nell'azione. Non erano due individualisti, dal punti di vista ideologico. Anzi essi credevano nell'organizzazione. Nell'individuo credevano come elemento propulsore della massa e non aspettavano quella per agire, né da quella volevano, ma a quella davano.”

“ Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con Lei.”

“ Quanto più trascendenti sono i valori a cui si richiama un'ideologia, tanto maggiore è, di solito, la mancanza di scrupoli dei suoi sostenitori.”


TU CHE NON CI SEI di Carl – Henning Wijkmark


“ Da una parte la vita privata con la testa sotto la coperta, quella borghesia assediata che rosicchiava gli avanzi, o forse già i topi. Dall'altra il carro della storia che avanzava, rumoroso e pieno di aspettative e programmi inattuati.
Vita privata e storia, c'è mai stato un interesse reciproco?”

“ Il passato, i morti, sembravano osservarmi attentamente quando mi lasciavo sprofondare negli abissi del tempo, felicemente attirato verso il punto in cui la prospettiva si rovesciava e vedevo il presente con i loro occhi.”

IL MATEMATICO IMPENITENTE di Giorgio Oddifreddi


“ Nudo fino alla cinta, con il corpo coperto, a piedi scalzi, tenevo le braccia attorno alla colonna. La guardia mi legò le mani attorno ad essa. Cessati i preparativi, si avvicinò il cantore, prese la frusta e mi rifilò trentanove scudisciate, come esigeva la tradizione. Un salmo fu cantato durante la flagellazione. Quando tutto fu finito e mi ritrovai accasciato a terra, un cantore si avvicinò e mi liberò dalla scomunica. Poi mi rimisi addosso i vestiti e andai verso la soglia della sinagoga. Lì mi sdraiai. La guardia mi teneva la testa, e tutti coloro che uscivano dalla sinagoga mi passarono sopra, calpestando le parti basse del mio corpo. Tutti, giovani e vecchi, parteciparono alla cerimonia. Nemmeno le scimmie potrebbero esibire agli occhi del mondo azioni tanto spaventose e comportamenti tanto ridicoli.” (tratto da “Un modello di vita umana” - Uriel da Costa)

“ Il riconoscimento dell'esistenza di qualcosa di impenetrabile, la percezione della ragione ultima e della suprema bellezza, che solo nelle forme più primitive è accessibile alla mente: è in questo sapere, e in questa emozione, l'essenza della vera religione. In questo senso, e solo in questo senso, io sono un uomo profondamente religioso.” (tratto da “Come io vedo il mondo” - A. Eistein)

IL TEMPO DELLE COSE, TEMPO DELLA VITA, TEMPO DELL'ANIMA di Boncinelli


“[..] se ci fosse simmetria fra passato e futuro, oppure se la freccia del tempo talvolta esitasse o oscillasse, noi non potremmo avere memoria delle cose passate e quindi conoscenza. Sembra esserci quindi una sorta di “principio antropico” per la conoscenza: non sarebbe stato possibile conoscere niente del mondo se questo non fosse partito in condizioni di bassa entropia e se quindi il tempo non scorresse in un solo senso.”

LA SOGLIA di Renato Curcio

“ Per anni ho ricacciato nelle tenebre l'attesa. Con metodo. Con determinazione. Ogni volta che essa s'affacciava le dicevo “vattene, non rubarmi la vita!” e lei di buongrado se ne andava.”

“ Cammino avanti e indietro sovrappensiero, senza incontrare ostacoli. Fluttuo piacevolmente nel ventre di questa piccola cella, mi cullo nel suo mare tranquillo e m'attraversa, per un istante, lo sgomento di esserci sempre stato in questo niente.”

PINOCCHIO: UN LIBRO PARALLELO – Giorgio Manganelli


“Nessun libro finisce; i libri non sono lunghi, sono larghi. La pagina, come rivela anche la sua forma, non è che una porta alla sottostante presenza del libro, o piuttosto ad altra porta, che porta ad altra. Finire un libro significa aprire l'ultima porta, affinché non si chiuda né più questa né quelle che abbiamo finora aperte per varcarne la soglia e tutte quelle che infinitamente si sono aperte, continuano ad aprirsi, si apriranno in un infinito brusio di cardini. Il libro finito è infinito, il libro chiuso è aperto; tutto il libro si raccoglie attorno a noi, tutte le pagine sono una pagina, tutte le porte, visibili ed invisibili, sono un'unica porta, la porta è così spalancata che non solo posso varcarne la soglia, ma la porta è diventata la soglia di se stessa, io penetro la porta, tutte le porte sono penetrabili, non si distinguono le porte aperte dalle porte chiuse, le porte portano da porta a porta, nulla è chiuso, tutto è chiuso, tutto è aperto, nulla è aperto.”


L'ARTE DELLA MEMORIA di Frances A. Yates


“ [..] l'interesse per le idee era preponderante rispetto a quello per il mondo.”

“ Le speranze hanno forse la stessa importanza degli eventi accaduti.”

“ Le barriere tra le diverse discipline, tra scienze naturali e scienze umane, tra arte e letteratura, tra filosofia e religione, spariscono nella storia della memoria (che diventa storia della cultura nel suo complesso).”

“ [..] nel mondo antico, privo della stampa, senza la possibilità di disporre di carta per prendere appunti o per battere a macchina le conferenze, una memoria educata era di importanza vitale. E la memoria degli antichi veniva appunto educata da un'arte che rifletteva l'arte e l'architettura del mondo antico e che doveva dipendere da facoltà di intensa memorizzazione visiva, da noi perduti.”

“ I “loci” della memoria non debbono essere troppo simili fra loro; per esempio: troppi intercolumni non sono adatti, perché la somiglianza fra loro può generare confusione. È bene che siano di dimensioni modeste, non troppo ampi, perché ciò rende vaghe le immagini collocate in essi, e non troppo piccoli, perché in tal caso la disposizione delle immagini diventerà sovraffollata.
Non devono essere illuminati troppo splendidamente, perché in tal caso le immagini sistemate in essi scintillano e abbagliano; né devono essere troppo scuri o le ombre ottenebreranno le immagini.”


L'AFFARE KURILOV di Irène Némirovsky


“ Che mattatoio, le Rivoluzioni! Ne vale la pena? .. Non c'è niente che valga la pena, a dire il vero, e la vita meno di tutto il resto.”

IN DIFESA DELLA CAUSE PERSE di Slavoj Zizek


“Meglio il disastro della fedeltà all'evento che il non essere dell'indifferenza rispetto all'evento.”

“ Dopo aver fallito, si può continuare a fallire meglio, mentre l'indifferenza ci sprofonda sempre di più nel pantano di un Essere imbecille.”

“ Nel gennaio del 1943 un gruppo di ufficiali tedeschi a Smolensk, dove si trovavano i quartier generali del gruppo d'armate, progetto di uccidere Hitler durante la sua prossima visita; l'idea era che, durante un pasto alla mensa, due dozzine di ufficiali impugnassero simultaneamente le loro pistole e gli sparassero, rendendo in questo modo la responsabilità collettiva e assicurandosi che le guardie del corpo di Hitler non fossero in grado di impedire che almeno alcune delle pallottole raggiungessero il loro obiettivo. Sfortunatamente, Von Kluge pose il veto a questo piano, per quanto fosse antinazista e volesse la morte di Hitler. La sua motivazione era che in base ai principi del Corpo Ufficiali tedesco “non è decoroso sparare ad un uomo durante il pranzo”. “

“Il carattere di “assenza di mondo” del capitalismo è connesso a questo ruolo egemonico del discorso scientifico nella modernità, un carattere chiaramente identificato già da Hegel che scriveva che, per noi moderni, l'arte e la religione non sono più attinenti alla sfera del rispetto assoluto: possiamo ammirarle, ma non più inginocchiarci di fronte ad esse, il nostro cuore non è realmente con esse.”

“ La cultura progressista e secolare ha spazzato via le credenze tradizionali. [..] per riempire questa mancanza di spiritualità, milioni di europei hanno abbracciato il concetto secolare di “relativismo”. Secondo questo modo di pensare, non esiste una verità assoluta, non esiste un giusto e uno sbagliato. Ogni cosa è “relativa”. [..] secondo questa logica, anche i delitti possono essere spiegati e in tal modo non dovrebbero – nei fatti, non possono – essere condannati. In altre parole, nessun giudizio definitivo riguardo al comportamento deve essere espresso, poiché ci sono sempre circostanze attenuanti per giustificare il fatto di non prendere una posizione.
L'ampia accettazione del relativismo ha reso l'Europa debole, confusa e caotica. I Governi socialisti o semisocialisti ora provvedono alle necessità della vita dei loro cittadini, permettendo a molti europei di vivere interamente in se stessi. Quando questo accade a una persona, è difficile coinvolgerla in una causa più grande. Così, non vale la pena di lottare per qualcosa che si trova al di fuori del proprio immediato benessere. Il solo credo è la fede nella gratificazione personale.”

“ Nessuna resistenza eroica al regime della DDR era sostenibile, il solo modo per sopravvivere era rifugiarsi nella follia, disconnettersi dalla realtà.”

“ [..] il fatto che non sia possibile una nazi-nostalgia dovrebbe essere prova del fatto che continuiamo ad essere consapevoli del potenziale emancipatore, per quanto distorto e frustrato sia stato, del Comunismo, che invece era assente nel fascismo.”

“ La principale arma greca contro la soverchiante supremazia di Serse furono la disciplina e lo spirito di sacrificio e, per citare Alain Bardiou: “abbiamo bisogno di una disciplina popolare. Direi anche che coloro che non hanno niente, hanno solo la loro disciplina. I poveri, coloro che non hanno mezzi finanziari e militari, coloro che non hanno potere, tutti costoro hanno la loro disciplina, la loro capacità di agire insieme. Questa disciplina è già una forma di organizzazione”.
La sinistra deve riappropriarsi della disciplina e dello spirito di sacrificio. Non a caso Troskij chiamava l'URSS una “Sparta proletaria” e caratteristica degli spartani era una ferrea disciplina militare che includeva la pratica di liberarsi dei bambini deboli.”

“ Il disordine sociale e la rivoluzione come decomposizione mostruosa della società. Con l'avvento della modernità, la società tradizionale armonica è sostituita dalla società industriale in cui le persone interagiscono meccanicamente come individui, seguendo i loro interessi egoistici, senza più sentire di appartenere ad una totalità più ampia ed esplodendo occasionalmente in ribellioni violente. Le società moderne oscillano tra oppressione ed anarchia: la sola unità che possa prendere piede in essere è l'unità artificiale imposta dalla brutalità del potere.”

“ Dove un uomo saggio nasconde una foglia? Nella foresta. Ma dove può nasconderla se non vi è alcuna foresta? [..] fa crescere una foresta per nascondervi la foglia – disse il prete, con voce cupa – un terribile peccato. [..] E se un uomo avesse da nascondere un cadavere, farebbe un campo di cadavere per nasconderlo.”

“ Già con Spinoza e Toqueville è divenuto chiaro che la democrazia è in se stessa imperfetta – vuota, priva di un principio saldo – e ha bisogno di un contenuto antidemocratico per riempire la sua forma [..] “

“ Se, come suggeriscono le riflessioni di Spinoza e Toqueville, le democrazie tendono verso dei principi antitetici alla democrazia, allora un esame critico di questi principi e delle formazioni politiche animate da essi è cruciale per il progetto di una rifondazione o di una riscoperta della democrazia.”

“ Solo attraverso lo Stato il popolo è costituito come popolo; solo nella resistenza allo Stato il popolo rimane un popolo. Così, come la democrazia richiede la critica antidemocratica per rimanere democrazia anziché la fedeltà per non diventare la morte della democrazia. Allo stesso modo, la democrazia può richiedere da parte della teoria una scorta di critiche irrealizzabili ed ideali irraggiungibili.”

“ [..] qui dovrebbe esserci una tensione nell'opposizione tra Stato e democrazia, uno Stato non dovrebbe semplicemente dissolversi nella democrazia, dovrebbe mantenere l'eccesso di potere incondizionato sul popolo, la salda regola della legge, per prevenire il proprio dissolvimento.
Se lo Stato, per quanto democratico sia, non è sorretto da questo fantasma dell'esercizio del potere, non ha l'autorità per funzionare: il potere è, per definizione, in eccesso, altrimenti non è potere.”

“ E' la ragione per cui l'uomo si solleva a restare, in fondo, senza spiegazione. Ci vuole una lacerazione che interrompa il filo della storia e le sue lunghe catene di ragioni, perché un uomo possa, “realmente”, preferire il rischio di morire alla certezza di dover ubbidire.”

“ La sospensione della temporalità è caratteristica ontologica fondamentale dell'azione politica antica: l'agire in quanto capacità dell'uomo di iniziare qualcosa di nuovo dal nulla, irriducibile alla reazione strategica calcolata a una situazione data, ha luogo nello scarto atemporale tra passato e futuro, nello iato tra la fine del vecchio ordine e l'inizio del nuovo, che nella storia è precisamente il momento della rivoluzione.”

“ Il Male radicale si mostra nel modo più brutale non nella tecnologia “anonima” e “spersonalizzante” dei campi di sterminio, ma piuttosto nel fatto che è possibile per una persona guardare in faccia un'altra persona e, sentendo chiaramente il ritrarsi dell'interiorità, premere volontariamente il grilletto, o puntare un dito in direzione delle camere a gas.
La malvagità di questa “spersonalizzazione faccia a faccia”, questa volontà malvagia di potere che vuole l'assassinio dell' altro come “Altro”, in altre parole, che vuole mantenere un riconoscimento dell' Altro precisamente per prendersi appunto il piacere diabolico di annichilire la sua alterità, eccede radicalmente il Male della macchinazioni calcolatrici della tecnologia.”

“ Nello stesso modo in cui Cristo ebbe bisogno del “tradimento” di Paolo perché il cristianesimo emergesse come Chiesa universale, Marx ebbe bisogno del “tradimento” di Lenin per realizzare la prima rivoluzione marxista; è una necessità interna dell'insegnamento “originale” quella di essere sottoposto e di sopravvivere a questo “tradimento”; sopravvivere a questo atto violento consiste nell'essere strappato via dal proprio contesto originale ed immerso in un paesaggio straniero in cui deve reinventarsi: solo in questo modo nasce l'universale.”

“ La vera vittoria, la vera “negazione della negazione”, avviene quando il nemico parla il tuo linguaggio. [..] nel caso della scienza razionale contro la fede, la vera vittoria della scienza avviene quando la Chiesa inizia a difendersi nel linguaggio della scienza.”

“ Il problema dei tentativi rivoluzionari compiuti fino ad ora è, dunque, non che essi furono “troppo estremi”, ma che non furono abbastanza radicali, che non misero in discussione i loro presupposti.”

“ [..] ma esiste; io ve ne chiamo a testimone, o anime sensibili e pure! Esiste questa passione terrena e imperiosa, irresistibile, tormento e delizia dei cuori magnanimi! Esiste questo orrore profondo della tirannia, questo zelo pieno di pietà verso gli oppressi, questo sacro amore della patria, questo ancora più sublime e più santo amore dell'umanità, senza il quale una grande rivoluzione non è che lo scoppio di un'azione delittuosa che distrugge un'altra azione delittuosa; esiste questa generosa ambizione di fondare sulla Terra la prima Repubblica del mondo.” - da “L'ultimo discorso di Robespierre”.

“ Il populismo ha luogo quando una serie di esigenze “democratiche” particolari (una migliore sicurezza sociale, servizi sanitari, tasse più basse, opposizione alla guerra, ecc) si concatena in una serie di equivalenze e questa concatenazione produce il “popolo” come soggetto politico come soggetto politico universale.”

“ La Tradizione non è un patrimonio che si possa tranquillamente ereditare; chi vuole impossessarsene deve conquistarla con grande fatica. Essa esige che si abbia, anzitutto, un buon senso storico, cosa che è quasi indispensabile per chiunque voglia continuare a fare il poeta dopo i venticinque anni; avere senso storico significa essere consapevole non solo che il passato è passato, ma che è anche presente; il senso storico costringe a scrivere non solo con la sensazione fisica, presente nel sangue, di appartenere alla propria generazione, ma anche la coscienza che tutta la letteratura europea da Omero in avanti, e all'interno di essa tutta la letteratura del proprio paese, ha una sua esistenza simultanea e si struttura in un ordine simultaneo.”

“ Ora va subito notato che oggi non si produce valore se non è valore immateriale retto da cervelli liberi capaci di innovazione; l'unico valore che non riproduce semplicemente ricchezza, ma la incrementa e la mette in circolazione, è la libertà.”

“Si deve solo gettar via il modello determinista delle “necessità oggettive” e degli “stadi” obbligatori dello sviluppo. Si deve dunque sostenere un minimo di antideterminismo: niente è mai già scritto in una “situazione oggettiva” che precluda ogni azione, che ci condanni del tutto ad uno stato di vegetazione biopolica. C'è sempre uno spazio che può essere creato per un'azione, proprio perché, per parafrasare la critica di Rosa Luxemburg al riformismo, non è sufficiente aspettare pazientemente il “momento giusto” della rivoluzione. Se ci si limita ad aspettarlo, non arriverà mai, perché bisogna iniziare con i tentativi “prematuri” che con il loro fallimento rispetto al raggiungimento dell'obiettivo che si erano prefissati, creano le condizioni soggettive per il momento giusto.”

“ La maggior parte dei liberali romantici entusiasti, che prima salutarono con gioia la Rivoluzione Francese, furono poi sconvolti dal Terrore, dalla “mostruosità” scatenata dalla Rivoluzione, e iniziarono a dubitare che essa fosse razionale. Un'eccezione notevole in questo caso fu Shelley, che rimase fedele alla Rivoluzione fino alla fine, senza idealismi, senza nascondere il Terrore sotto il tappeto; nel suo poema “La rivolga dell'Islam”, formulò un rifiuto dell'affermazione reazionaria che l'esito tragico e violento costituisse in qualche modo la Verità delle luminose speranze rivoluzionarie e degli ideali di libertà universale. Per Shelley, la storia è una serie di esiti possibili, l'essere in potenza ha priorità sull'essere in atto, c'è un surplus in esso al di là della sua attualizzazione, la scintilla che persiste sotto la cenere, così che il fallimento immediato dei tentativi di emancipazione segnala a coloro che ospitano future aspirazione rivoluzionarie che esse devono essere ripetute più radicalmente, più profondamente.”