“ Sono invecchiata nella miseria e nell’obbrobrio, con solo mezzo sedere, ricordandomi sempre di essere figlia di un papa; volli uccidermi cento volte, ma amavo ancora la vita. Questa ridicola debolezza è forse una delle nostre inclinazioni più funeste: c’è qualcosa di più sciocco del voler portare continuamente un fardello che vorremmo sempre gettare a terra? Di avere orrore della propria esistenza e di tenersi aggrappati alla propria esistenza? Insomma, di accarezzare il serpente che ci divora finchè ci abbia mangiato il cuore?”

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